catt

Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia

Chiesa Cattedrale Parrocchia "Sant'Antonino Martire"

StemmaCapitolo

Chiesa Cattedrale Parrocchia "Sant'Antonino Martire"

Chiesa​

Cattedrale

Piazza Domenico Fischetti - 83054 Sant'Angelo dei Lombardi (AV)

Privacy e Cookie Policy

info@cattedralesantangelo.com

© 2020 Cattedralesantangelo

Titti i diritti riservati.

© 2020 Cattedralesantangelo

Titti i diritti riservati.

Parrocchia "Sant'Antonino Martire"

l'avete fatto me

l’impegno civile del cristiano​

arcabas-2-235x300
arcabas-2-235x300

“Presenza a Dio, presenza agli uomini: i due segni che non possiamo disgiungere senza che la testimonianza cristiana ne sia mutilata e snaturata”, così Carlo Carretto immaginava il discepolo del Signore: presente a Dio nell’ascolto obbediente della Sua parola e presente agli uomini nello stile del servizio, alla maniera del Servo Gesù che ci ha “lasciato un esempio perché ne seguiamo le orme” (cfr 2 Pt 2, 21).

Al Regina Caeli di domenica 19 aprile, il Papa ha espresso l’auspicio che si affronti “la crisi attuale in maniera solidale”, ricordando che questa prova è "un’opportunità per preparare il domani di tutti"; è “tempo di rimuovere le disuguaglianze, di risanare l’ingiustizia che mina alla radice la salute dell’intera umanità!”

La vocazione cristiana ci chiede di essere presenti con uno sguardo di speranza per animare il mondo; la coerenza tra fede e vita, tra vangelo e cultura, richiamata dal Concilio Vaticano II, esorta i fedeli a compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del vangelo.

La partecipazione dei cristiani alla vita pubblica, in quanto cittadini, è attestata fin dai primi secoli della storia della Chiesa. La famosa Lettera a Diogneto di un antico autore ecclesiastico, citato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, lo testimonia con questa affermazione: “I cristiani abitano nella propria patria, ma come pellegrini; partecipano alla vita pubblica come cittadini, ma da tutto sono staccati come stranieri [...]. Obbediscono alle leggi vigenti, ma con la loro vita superano le leggi [...]. Così eccelso è il posto loro assegnato da Dio, e non è lecito disertarlo” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 2240).

L’avete fatto a me propone un piccolo percorso volto alla “scoperta” di alcuni testimoni che hanno risposto alla Parola vivendo la propria vocazione come impegno per costruire nella giustizia la città dell’uomo.

36e1d557f3940d0b51d0c7ec6fef487e

Icona biblica

31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32 Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33 e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35 perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi". 37 Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". 40 E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". 41 Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42 perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43 ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato". 44 Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". 45 Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". 46 E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna".

 

Mt 25,31-46

unnamed1

 Testimone


Alcide De Gasperi: il credente impegnato in politica.

«Io mi sento un cercatore (…) al servizio della verità (…). Non voglio essere altro».

Biografia in pillole.

Alcide Amedeo Francesco De Gasperi, è stato un politico italiano, protagonista della ricostruzione politica, economica, ideale e morale dell’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Era italiano, ma l’Italia non era ancora fatta e pertanto nacque suddito dell’impero austro-ungarico.

·        1881, 3 aprile: nasce a Pieve Tevesino;

·        1905: laurea in lettere con tesi in filologia; nel periodo degli studi universitari, a Vienna e ad Insbruck, fu leader del movimento studentesco;

·        1919: aderisce al Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo, di cui divenne segretario nel 1924;

·        1922: sposa Francesca Romani, da cui ebbe quattro figlie;

·        1927: deciso avversario del fascismo viene imprigionato per la sua attività politica.

Uscito dal carcere non sapeva come mandare avanti la sua famiglia e visse insieme ai suoi cari un duro periodo di indigenza. Successivamente, fu assunto nella biblioteca vaticana come impiegato provvisorio; Mussolini tentò di farlo licenziare, ma fortunatamente fu ferma l’opposizione di Pio XI.

·        1942: è tra i fondatori della Democrazia Cristiana;

·        1943: iniziò a scrivere il programma della ricostruzione, per questo definito da molti “non tanto un uomo d'azione, quanto un progettista politico”;

·        1944-1945: viene nominato ministro degli esteri;

Fu un sostenitore della grande giornata elettorale del 2 giugno 1946, nella quale gli italiani scelsero tra monarchia e repubblica ed elessero i membri dell’assemblea costituente.

·        1946: De Gasperi è il primo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana;

·        1947: è tra i firmatari della Costituzione.

In qualità di presidente del consiglio, carica che manterrà fino al luglio del 1953, De Gasperi favorisce e guida una serie di coalizioni di governo, composte dal suo partito e da altre forze moderate del centro. Contribuisce all'uscita dell'Italia dall'isolamento internazionale, favorendo l'adesione al Patto Atlantico (NATO) e partecipando alle prime consultazioni che avrebbero condotto all'unificazione economica dell'Europa.

·        1954, 19 agosto: muore a Borgo Valsugana, all’età di 73 anni.


De Gasperi è stato indubbiamente un vero italiano, un autentico cristiano e uno straordinario statista, tra i più importanti – se non il più importante – dell’Italia unita. Queste tre dimensioni, tutte fortemente intrecciate tra loro, hanno però un’unica sorgente: la cifra spirituale e culturale della sua caratura umana.

(Gualtiero Bassetti)



La fede che dà forma alla politica.

Dalle parole di sua figlia, Maria Romana De Gasperi: “la spiritualità e la politica non furono due aspetti divergenti ma, all’opposto, due angoli visuali diversi e complementari che delineavano la sua complessa e ricchissima figura. La ricerca di Dio, l’anelito verso il trascendente, le domande ultime sul senso della vita, così come l’amore verso Francesca, fanno parte di un’unica cornice umana, da cui non si può scindere la teoria e la prassi, l’assunzione di responsabilità verso il Paese e la faticosa esperienza di governo”.


La fede.

La dimensione spirituale rappresenta il punto di partenza, doveroso, per ogni riflessione della personalità di De Gasperi.

In una lettera alla moglie, del 18 giugno 1928, scrive:

Dapprincipio il centro ero io e tutto il resto si trovava sulla circonferenza: Dio, la famiglia, gli amici. Poi, lentamente, faticosamente, gemendo e sospirando sotto la pressura dell’esperienza, il centro si spostò: al centro stava ora Dio ed io mi trovavo sulla periferia, col resto del mondo; un pulviscolo in un vortice inesplorabile. Mi provai allora a spiegare gli avvenimenti dal Suo punto di vista.


Curiosità. La figlia suora, Lucia, mandava a suo padre dei bigliettini di meditazioni, tratte dalla Bibbia o da libri di santi, che egli leggeva prima di una difficile seduta parlamentare o una riunione del Consiglio dei Ministri, per trarne un conforto spirituale o l’ispirazione per le difficili decisioni che si trovava a dover assumere.


La politica.

“Politica vuol dire realizzare”.

Nell’agosto del 1927, scrive a Francesca la sua visione della politica:

Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano, e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo è stata la mia missione. (…) Rimanendo fedele alla mia stella, dovevo percorrere quella fino in fondo. Vi sono gli uomini di preda, gli uomini del piacere, gli uomini di buona fede. Anche tu, vero, mi vuoi bene, perché sono fra questi ultimi. E allora Dio mi abbandonerà? Addio miei cari, dormite in pace nelle case romite. Io sono presente!


La testimonianza.

Nella vita di De Gasperi è possibile rintracciare i segni di una carità politica, di uno slancio verso il bene comune, che rappresenta la condizione imprescindibile al servizio autentico della propria comunità.

De Gasperi, innocente, fu vittima della persecuzione del regime fascista e non si arrese all’ingiustizia, attese pazientemente, costruendo le basi solide e ideali per la ricerca di una verità e di una pace comune. Decise di guidare l’Italia, non in un’epoca feconda, delineata e definita, ma nel momento più duro: la ricostruzione dopo la sconfitta. Mediatore e pronto al compromesso nella soluzione dei problemi concreti, agì sempre al servizio verso lo Stato.

Riprendendo le parole di De Gasperi: “la pazienza è il rimprovero che ci rivolgono sovente come se significasse mancanza di volontà, come se non fosse la virtù più necessaria nel metodo democratico.”

Non è necessario cercare il nuovo, ma costruire il nuovo, guardando le cose di sempre con occhi diversi.

La storia lo insegna e lo testimonia, ogni giorno.



Approfondimenti.

La conferenza della pace_ De Gasperi a Parigi, 10 agosto 1946

“Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me.”

https://www.youtube.com/watch?v=pBaPZT_QX9E&t=195s


Il rapporto tra De Gasperi e Mussolini

De Gasperi fu uno dei pochi leader popolari a non accettare accordi col regime benché fosse stato, nel 1922, favorevole alla partecipazione dei popolari al primo gabinetto Mussolini.

https://www.raiplay.it/video/2019/01/Passato-e-Presente-De-Gasperi-e-il-Fascismo-b2e02fe2-1585-4428-b782-fe13528b87ee.html


De Gasperi nel racconto della figlia

“Mio padre, Alcide De Gasperi”

https://www.youtube.com/watch?v=fAVEG117jPA&t=147s

ALCIDE, la piattaforma web con tutti gli scritti di De Gasperi

https://www.rainews.it/tgr/trento/video/2019/06/tnt-Alcide-piattaforma-Degasperi-web-fbk-ict-isig-563318f1-0624-4d0e-b68b-fd967e950915.html (La presentazione al tg)

https://www.youtube.com/watch?v=8F0pqAn4VxA (La presentazione della piattaforma)


Letture consigliate_ Le lettere di Alcide De Gasperi

Tra queste:

·        Cara Francesca. Lettere.

·        Lettere dalla prigione (1927-1928).

·        Lettere sul concordato.

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder